SuperCarlo, i limiti e i poteri diventano un valore aggiunto

C’è chi sogna di essere un supereroe c’è invece chi lo è già e per farlo gli sono bastati un paio di occhiali scuri. Come nel caso di Carlo che lo ha trasformarlo in SuperCarlo.
In che modo? Lo racconta il suo autore, Daniele Movarelli.

“Come ogni storia che scrivo, il perché l’ho scritta si perde un po’ nelle pieghe della casualità. Ma sicuramente c’era la voglia di raccontare un eroe della mancanza, nel caso di Carlo, la mancanza della vista.
D’altronde ho sempre avuto un debole per il tallone di Achille dei supereroi e in SuperCarlo limite e potere coincidono.
Volevo scrivere di come trasformare i limiti in valore ci renda dei veri eroi, di come guardare la realtà con altri occhi ci sveli altri mondi, di come ognuno di noi possa essere insomma un supereroe del quotidiano.
Questo racconto nasce anni fa, ma da poco più di un anno ho iniziato a lavorare per un’organizzazione che mi vede a contatto con tanti piccoli supereroi, i bambini affetti da malattie genetiche rare. La vita di SuperCarlo e la mia si sono a un certo punto incrociate in maniera causale, nella stessa maniera in cui nascono le storie”.

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