Tante porte da aprire

Susanna Mattiangeli, autrice di “Dove porta”.

La vita quotidiana di un bambino che frequenta la scuola dell’infanzia è disseminata di punti di passaggio molto concreti e allo stesso tempo carichi di simboli. C’è la separazione fisica tra lo spazio dei genitori, i lori corpi e il proprio spazio privato. C’è l’itinerario dalla casa allo spazio esterno e da questo alla scuola.

Ognuno di questi passaggi rappresenta un momento di conoscenza e di crescita: i primi tra i tanti che poi, in seguito, si incontreranno nella vita.

Ho pensato che l’elemento della porta potesse sintetizzare le aspettative, i timori, le attese nella giornata di un bambino o di una bambina. Se la porta in senso figurato è presente nel nostro lessico comune per rappresentare l’accesso o la negazione di qualcosa, per dei bambini dai tre ai cinque anni è un oggetto molto grande che collega e separa cose, momenti e persone.

La porta di casa conduce verso un ambiente fatto di strade, negozi, persone che si incontrano ogni giorno, mentre la porta della classe costituisce un diaframma a volte realmente difficile da attraversare. Chi lavora con i bambini di quell’età sa quanto sia cruciale riuscire a far entrare fisicamente i bambini in classe allo stesso orario per far partire i rituali di tutti i giorni, per avviare le attività nel modo più sereno possibile. La porta della classe lascia fuori i genitori e racchiude la socialità con i coetanei, i progressi personali, tutto quell’insieme di canzoni, merende, macchie, cadute, sconfitte e vittorie che chiamiamo scuola.

Aiutare a compiere questo passaggio, forse quello più arduo della giornata, con parole meno noiose di queste, è uno degli scopi di questo libro.

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